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Mediazione nel condominio non più obbligatoria

La mediazione obbligatoria nel condominio

ACQUISTO APPARTAMENTO E SPESE CONDOMINIALI

LASTRICI SOLARI DI USO ESCLUSIVO

Mediazione nel condominio non più obbligatoria

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spese condominiali

spesecondominiali.com

Con il comunicato stampa del 24/10/2012 la Corte Costituzionale ha ufficializzzato il venir meno dell’obbligatorietà del tentativo di mediazione in materie quali “il condominio”

La sentenza si è basata sull’ eccesso di delega legislativa, nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.

In relazione agli articoli 24 e 77 della Costituzione,  la Corte ha riscontrato un eccesso nell’utilizzo da parte del Governo della delega legislativa ricevuta dal Parlamento.

Pertanto la mediazione non sarà più condizione di procedibilità nel giudizio ordinario ma sarà meramente facoltativa.

 

admin @ ottobre 25, 2012

La mediazione obbligatoria nel condominio

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Il 21 marzo 2012 è entrato a pieno regime il  D.Lgs. n. 28 del 2010 in materia di mediazione civile estendendo la sua applicazione anche al campo delle controversie in materia di sinistri stradali  e condominio.

Pertanto prima di esperire un azione giudiziaria per una lite condominiale sarà necessario avviare la procedura di mediazione il cui fine è ridurre il contenzioso nei Tribunali.

La procedura di mediazione è volta a raggiungere una soluzione conciliante tra le parti in modo celere.Infatti la procedura si caratterizza per la durata esigua di soli 4 mesi.

Se le parti non raggiungono un accordo il mediatore potrà  comunque proporre una soluzione che sarà poi valutata dal giudice del procedimento ordinario.

admin @ marzo 30, 2012

ACQUISTO APPARTAMENTO E SPESE CONDOMINIALI

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Cass. Civ., Sez. II, n. 24654 del 3 dicembre 2010

In caso di vendita di un’unità immobiliare in condominio, nel quale siano stati deliberati lavori di straordinaria manutenzione o di ristrutturazione o innovazioni, in mancanza di accordo tra le parti, nei rapporti interni tra alienante e acquirente è tenuto a sopportarne i relativi costi chi era proprietario al momento della delibera dell’assemblea. Ne consegue che, ove tali spese siano state deliberate antecedentemente alla stipulazione dell’atto di trasferimento dell’unità immobiliare, ne risponde il venditore, a nulla rilevando che tali opere siano state, in tutto o in parte, eseguite successivamente, e l’acquirente ha diritto a rivalersi, nei confronti del proprio dante causa, per quanto pagato al condominio in forza del principio di solidarietà passiva di cui all’art. 63 delle disp. att. c.c.

La Cassazione civile è tornata sull’argomento delle spese condominiali per le spese dovute a lavori straordinarie deliberate prima della vendita dell’ Immobile.

Gli ermellini, ricalcando quando indicato dall’articolo 63 delle disposizioni attuative del codice civile, hanno confermato che per quanto riguarda le spese condominiali deliberate prima del trasferimento dell’immobile, l’acquirente ha diritto di rivalersi nei confronti dell’alienante.

 

admin @ settembre 2, 2011

LASTRICI SOLARI DI USO ESCLUSIVO

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Art.1126 - Lastrici solari di uso esclusivo - Quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per un terzo nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri due terzi sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno.

admin @ agosto 29, 2011

LA MANUTENZIONE E RICOSTRUZIONE DEI SOFFITI

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Le spese relative alla manutenzione e ricostruzione dei soffitti volte e solai sono suddivise in parti uguali dai proprietari dei piani sovrapposti

Art.1125 - Manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai - Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti eguali dai proprietari dei due piani l’uno all’altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto. 

admin @ agosto 29, 2011

IL RIPARTO DELLE SPESE CONDOMINIALI

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I partecipanti alla comunione devono contribuire nelle spese condominiali necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza in misura proporzionale al valore della propria proprietà salvo diversa convenzione.

Se invece si tratta di beni destinati a servire i condomini in misura diversa, le spese sono invece ripartire in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.

Qualora i beni non siano suscettibili d’essere utilizzati solo da alcuni condomini, le spese condominiali saranno ripartite solo tra coloro che potranno trarne utilità

I criteri per il riparto delle spese condominiali sono dunque 3:

-Le quote millesimale di proprietà

- L’uso proporzionale che ciascun condomino può farei(ove si tratti di beni destinati a uso differenziato)

-L’utilità che ciascun condomino può trarne qualora si tratti di beni destinati al godimento funzionale di solo una parte dell’edificio.

I criteri previsti non possono essere derogati salvo diversa convenzione che può essere contenuta in un regolamento condominiale contrattuale o in una delibera unanime di tutti i condomini dell’edificio.Nessun condomino può quindi subire un pregiudizio nemmeno in virtù di una delibera assembleare che deroghi ai principi di legge in quanto la delibera sarebbe nulla(Cassazione 15.03.1995 n.3042)

 

Art.1123 - Ripartizione delle spese - Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione.  
Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.  
Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità. 

admin @ agosto 20, 2011

LA MANUTENZIONE E RICOSTRUZIONE DELLE SCALE

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Per la manutenzione delle scale trovano applicazione i commi 1 e 2 dell’articolo 1123 del codice civile.

La regola di riparto delle spese condominiali per la manutenzione delle scale, è applicabile in via analogica anche per ciò che riguarda  la manutenzione dell’ascensore.

 

Art.1124 - Manutenzione e ricostruzione delle scale - Le scale sono mantenute e ricostruite dai proprietari dei diversi piani a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per l’altra metà in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo.  
Al fine del concorso nella metà della spesa, che è ripartita in ragione del valore, si considerano come piani le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici solari, qualora non siano di proprietà comune. 

admin @ agosto 16, 2011

OPERE SULLE PARTI DELL’EDIFICIO DI PROPRIETA’ COMUNE

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L’articolo 1122 del codice civile fissa un limite al godimento della proprietà privata, infatti la norma vieta di arrecare pregiudizio alle parti comuni dell’edificio.Il danno non va considerato solo nella sua materialità ma anche nella sua funzionalità, infatti non deve incidere sull’utilità dei beni comuni.(Cassazione 10.09.2004 n.18214)

 

Art.1122 - Opere sulle parti dell’edificio di proprietà comune - Ciascun condomino, nel piano o porzione di piano di sua proprietà, non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni dell’edificio.

admin @ agosto 16, 2011

LE INNOVAZIONI GRAVOSE O VOLUTTUARIE

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Le innovazioni gravose o voluttuarie richiedono la maggioranza qualificata.Ai sensi del comma 1 dell’art.1121 se l’innovazione è suscettibile di utilizzo separato, il condomino che non intende trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo della spesa.

Nel caso in cui l’utilizzo separato non sia possibile non è possibile procedere con l’innovazione salvo che la maggioranza dei condomini che l’hanno approvata intendano sopportarne l’intera spesa..

Art.1121 - Innovazioni gravose o voluttuarie -Qualora l’innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all’importanza dell’edificio, e consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.  
Se l’utilizzazione separata non è possibile, l’innovazione non è consentita, salvo che la maggioranza dei condomini che l’ha deliberata o accettata intenda sopportarne integralmente la spesa.  
Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro eredi o aventi causa possono tuttavia, in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell’opera. 

admin @ agosto 15, 2011

LE INNOVAZIONI

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In giurisprudenza molte volte ci si è dedicati alla definizione della parola “innovazione”

Costituisce innovazione qualsiasi opera nuova che alteri, in tutto o in parte, nella materia o nella forma ovvero nella destinazione di fatto o di diritto, la cosa comune, eccedendo il limite della conservazione, dell’ordinaria amministrazione e del godimento della cosa, e che importi una modificazione materiale della forma o della sostanza della cosa medesima, con l’effetto di migliorare o peggiorare il godimento o, comunque, alterarne la destinazione originaria con conseguente implicita incidenza sull’interesse di tutti i condomini, i quali debbono essere liberi di valutare la convenienza dell’innovazione, anche se sia stata programmata ad iniziativa di un solo condomino che se ne assuma tutte le spese.Cass. civ., sez. II, 14 febbraio 1980, n. 1111

Secondo la giurisprudenza,non tutte le innovazioni devono intendersi come innovazioni :“per innovazioni delle cose comuni s’intendono, dunque, non tutte le modificazioni (qualunque opus novum), sebbene le modifiche, le quali importino l’alterazione della entita’ sostanziale o il mutamento della originaria destinazione, in modo che le parti comuni, in seguito alle attivita’ o alle opere innovative eseguite, presentino una diversa consistenza materiale, ovvero vengano ad essere utilizzate per fini diversi da quelli precedenti  [...] non e’ indispensabile che l’innovazione si concreti in un’opera di carattere materiale, perche’ la modifica della destinazione delle parti comuni non necessita sempre di nuove opere.” (cosi’ Cass. 26 maggio 2006 n. 12654).

Le innovazioni delle cose comuni richiedono una maggioranza qualificata.La ratio della norma risiede nel sottoporre all’assemblea dei condomini il controllo dell’alterazione della cosa comune.

Art.1120 - Innovazioni - I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell’articolo 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni.
Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

admin @ agosto 15, 2011