ASSEMBLEA CONDOMINIALE ONLINE

LA “TELEASSEMBLEA” CONDOMINIALE ORA E’ POSSIBILE

Con la Legge n. 159/2020, per far fronte all’emergenza epidemiologica Covid-19, si è introdotta
la possibilità di svolgere l’assemblea di condominio in videoconferenza.
È stato, infatti, modificato l’art. 66 disp. att. Cod. civ., introducendo il seguente comma “Anche
ove non espressamente previsto dal regolamento condominiale, previo consenso della maggioranza
dei condomini, la partecipazione all’assemblea può avvenire in modalità di videoconferenza. In tal
caso, il verbale, redatto dal segretario e sottoscritto dal presidente, è trasmesso all’amministratore
e a tutti i condomini con le medesime formalità previste per la convocazione”
Stante quanto sopra, anche in assenza di un’apposita clausola inserita nel regolamento
condominiale, è possibile tenere un’assemblea di condominio in modalità telematica, previo il
consenso della semplice maggioranza dei condomini 50 + 1 (non è richiesta la metà dei millesimi).
Prima, invece, era necessaria l’unanimità dei condomini.
Non è prevista alcuna forma obbligatoria di manifestazione del consenso per la modalità
telematica, il quale potrebbe essere manifestato anche verbalmente. Tuttavia, è consigliabile una
dichiarazione scritta del condomino da inviare telematicamente all’Amministratore.
Il verbale, redatto dal Segretario e munito della firma del Segretario stesso e del Presidente, dovrà
essere inviato all’Amministratore di condominio, il quale lo inoltrerà a tutti i condomini con le
medesime usuali formalità adottate (ad esempio: raccomandata a mani, raccomandata a.r., fax, Pec…).

RECUPERO CREDITI CONDOMINIALI

RECUPERO CREDITI CONDOMINIALI: quali strumenti l’Amministratore può utilizzare?

Qualora insorga una morosità all’interno di un Condominio, l’Amministratore condominiale ha diversi strumenti in suo possesso per agire e tentare di sanare e/o contenere tale situazione debitoria.

  • In primo luogo, è altamente consigliabile procedere, senza troppo dispendio di tempo, con l’inoltro di una missiva nei confronti del condomino moroso, diffidando quest’ultimo a saldare quanto dovuto entro 15 giorni dalla ricezione del predetto sollecito.
  • In caso di collaborazione del condomino moroso e di impossibilità del medesimo di pagare in un’unica soluzione, è bene stilare (se possibile) un piano di rientro, cristallizzando la morosità alla data della scrittura e concordando con lo stesso un pagamento rateale del debito, precisando però che le rate condominiali a scadere dovranno essere regolarmente e puntualmente corrisposte.
  • Diversamente, ovvero in caso di silenzio e/o non collaborazione da parte del condomino moroso, l’Amministratore dovrà agire nei suoi confronti entro sei mesi dall’approvazione del rendiconto preventivo o consuntivo, ex art. 1129 Cod. civ.

In tal caso, l’Amministratore si dovrà rivolgere ad un Legale e procedere con la presentazione di un Decreto Ingiuntivo provvisoriamente esecutivo ex art. 633 Cod. proc. civ. ed art. 63 Disp. att. Cod. civ.

recupero crediti spese condominiali
recupero spese condominiali

Una volta ottenuto il titolo, nell’ipotesi in cui il condomino non provveda spontaneamente a pagare quanto ivi riportato, l’Amministratore dovrà procedere con l’azione esecutiva: pignoramento mobiliare, pignoramento immobiliare, pignoramento di beni mobili iscritti in pubblici registri, pignoramento presso terzi (potrà eventualmente aggredire lo stipendio, la pensione, i conti corrente, il canone di locazione …). Si suggerisce di valutare bene con il proprio Legale la procedura da intraprendere (con preliminari ricerche ed indagini), al fine di raggiungere, nel minor tempo possibile, il risultato sperato.

  • L’Amministratore, in caso di morosità, può fare ricorso anche all’Organismo di Mediazione, precisando che tale strumento in un’ottica di Procedimento monitorio (decreto ingiuntivo) non è condizione necessaria di procedibilità.

 

 

 

 

 

 

BALCONI: chi paga e come si ripartiscono le relative spese?

Il balcone, chiamato anche poggiolo, è una sporgenza della facciata di un edificio, dotata di una ringhiera o di un parapetto.

I balconi sopra descritti, c.d. aggettanti, costituiscono un prolungamento della corrispondente unità immobiliare, motivo per cui appartengono in via esclusiva al proprietario di quest’ultima, con la naturale conseguenza che la spesa inerente la relativa manutenzione è a carico esclusivo del condomino che ne è proprietario.

Alla luce di quanto sopra esposto, si ricava che quando si debba intervenire sul balcone, la decisione non può essere assunta dal Condominio: è nulla, infatti, la deliberazione assembleare che decide ed incide sulle parti private del balcone.

Eccezione: è valida, invece, la deliberazione che dispone degli interventi sulle parti decorative del balcone che si armonizzano con il prospetto del fabbricato. Il tutto in virtù del c.d. decoro architettonico.

spese condominiali balcone
spese condominiali

Ne consegue che le spese condominiali per le parti “a vista” del balcone, che assolvono principalmente una funzione decorativa, devono essere ripartite tra tutti i condomini, in base ai millesimi di proprietà.