INDIVISIBILITA’ DEL CONDOMINIO

Le parti comuni del condominio sono suscettibili di divisione?

Art.1119 Indivisibilità – Le parti comuni dell’edificio non sono soggette a divisione, a meno che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l’uso della cosa a ciascun condomino. 

La maggior o minor comodità va valutata non solo tenendo conto della consistenza ed estimazione della cosa comune, considerata nella sua funzionalità piuttosto che nella sua materialità, anche attraverso il raffronto fra le utilità che i singoli condomini ritraevano da esse e le utilità che ne ricaverebbero dopo la divisione.(Cass. 14 aprile 1982, n. 2257).

I DIRITTI DEI CONDOMINI SULLE PROPRIETA’ COMUNI

Quali diritti hanno i condomini sulle propietà condominiali?

Il codice civile prevede la partecipazione alla proprietà comune secondo il criterio dei millesimi di proprietà salvo diversamente disposto dal titolo.Praticamente parlando, in determinate condizioni di voto assembleare, il voto “peserà” di più secondo i millesimi posseduti.

Anche rinunciando al diritto di proprietà secondo i rispettivi millesimi, non si perde l’onere di contribuzione alle spese di conservazione

Art.1118 – Diritti dei partecipanti sulle cose comuni – Il diritto di ciascun condomino sulle cose indicate dall’articolo precedente è proporzionato al valore del piano o porzione di piano che gli appartiene, se il titolo non dispone altrimenti.
Il condomino non può, rinunziando al diritto sulle cose anzidette, sottrarsi al contributo nelle spese per la loro conservazione.

LE PARTI COMUNI DEL CONDOMINIO

Quali sono le parti comuni del condominio?

Il codice civile da un elenco di tutto ciò che deve essere considerato “parte comune” salvo che diversamente risulti dal titolo del caso.

Art.1117 – Parti comuni dell’edificio

Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo:  
1) il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune;  
2) i locali per la portineria e l’alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune;  
3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini. 

 

 

Quanto sopra deve intendersi come “elencazione non tassativa ma solo esemplificativa, si intendono comuni per presunzione derivante sia dall’attitudine oggettiva che dalla concreta destinazione degli stessi al servizio comune (Cass. 13 marzo 2009 n. 6175)”  

Anche i muri perimetrali del condominio devono intedersi secondo giurisprudenza parte comune dell’edificio”I muri perimetrali dell’edificio in condominio – i quali, anche se non hanno natura e funzione di muri maestri portanti, delimitano la superficie coperta, determinano la consistenza volumetrica dell’edificio unitariamente considerato, proteggendolo dagli agenti termici e atmosferici, e ne delimitano la sagoma architettonica – sono da considerarsi comuni a tutti i condomini anche nelle parti che si trovano in corrispondenza dei piani di proprietà singola ed esclusiva e quando sono collocati in posizione, avanzata o arretrata, non coincidente con il perimetro esterno dei muri perimetrali esistenti in corrispondenza degli altri piani, come normalmente si verifica per i piani attici.Corte di Cassazione, n. 4.978 del 06/03/2007