SPESE CONDOMINIALI E CONDOMINI MOROSI

La riforma del codice civile nella parte riguardante il condominio ha consentito di maggior rapidità al recupero dei crediti relative a spese condominiali rimaste impagate. Il ritardo nella riscossione dei contributi condominiali è infatti causa di pregiudizio per gli altri condomini e per i fornitori del condominio.

La legge 220/2012 consente all’amministratore di condominio di chiedere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo anche senza passare da una previa diffida stragiudiziale sulla semplice base del bilancio così come approvato e ripartito.

Ai sensi dell’articolo 1129 c 9 del codice civile, l’Amministratore ha l’onere di attivarsi per il recupero del credito entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio pe ril quale il credito è esigibile.

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LAVORI STRAORDINARI NEL CONDOMINIO E FONDO SPECIALE

Il novellato articolo 1135 del codice civile, in tema di lavori straordinari, prevede che l’assemblea dei condomini provvede alle opere di straordinaria amministrazione e innovazioni, costituendo obbligatoriamente un fondo speciale di importo pari all’ammonare dei lavori.

L’amministratore del condominio non può pertanto autorizzare lavori straordinari senza aver prima raccolto tutto il denaro necessario per il pagamento del fornitore. Nel qualcaso il lavoro rivesta il carattere d’urgenza l’amministratore potrà procede salvo poi riferirne alla prima assemblea.

Nel caso di lavori contrattualmente pagabili a rate,  il fondo può essere costituito in relazione ai singoli pagamenti dovuti.

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Mediazione nel condominio non più obbligatoria

spese condominiali

spesecondominiali.com

Con il comunicato stampa del 24/10/2012 la Corte Costituzionale ha ufficializzzato il venir meno dell’obbligatorietà del tentativo di mediazione in materie quali “il condominio”

La sentenza si è basata sull’ eccesso di delega legislativa, nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione.

In relazione agli articoli 24 e 77 della Costituzione,  la Corte ha riscontrato un eccesso nell’utilizzo da parte del Governo della delega legislativa ricevuta dal Parlamento.

Pertanto la mediazione non sarà più condizione di procedibilità nel giudizio ordinario ma sarà meramente facoltativa.

Con l’entrata in vigore del Decreto del Fare (approvato con decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 20 agosto 2013, n. 194) la mediazione è tornata obbligatoria in materia di condominio. 

 

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La mediazione obbligatoria nel condominio

Il 21 marzo 2012 è entrato a pieno regime il  D.Lgs. n. 28 del 2010 in materia di mediazione civile estendendo la sua applicazione anche al campo delle controversie in materia di sinistri stradali  e condominio.

Pertanto prima di esperire un azione giudiziaria per una lite condominiale sarà necessario avviare la procedura di mediazione il cui fine è ridurre il contenzioso nei Tribunali.

La procedura di mediazione è volta a raggiungere una soluzione conciliante tra le parti in modo celere.Infatti la procedura si caratterizza per la durata esigua di soli 4 mesi.

Se le parti non raggiungono un accordo il mediatore potrà  comunque proporre una soluzione che sarà poi valutata dal giudice del procedimento ordinario.

Con l’entrata in vigore del Decreto del Fare (approvato con decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 20 agosto 2013, n. 194) la mediazione è tornata obbligatoria in materia di condominio. 

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ACQUISTO APPARTAMENTO E SPESE CONDOMINIALI

Cass. Civ., Sez. II, n. 24654 del 3 dicembre 2010

In caso di vendita di un’unità immobiliare in condominio, nel quale siano stati deliberati lavori di straordinaria manutenzione o di ristrutturazione o innovazioni, in mancanza di accordo tra le parti, nei rapporti interni tra alienante e acquirente è tenuto a sopportarne i relativi costi chi era proprietario al momento della delibera dell’assemblea. Ne consegue che, ove tali spese siano state deliberate antecedentemente alla stipulazione dell’atto di trasferimento dell’unità immobiliare, ne risponde il venditore, a nulla rilevando che tali opere siano state, in tutto o in parte, eseguite successivamente, e l’acquirente ha diritto a rivalersi, nei confronti del proprio dante causa, per quanto pagato al condominio in forza del principio di solidarietà passiva di cui all’art. 63 delle disp. att. c.c.

La Cassazione civile è tornata sull’argomento delle spese condominiali per le spese dovute a lavori straordinarie deliberate prima della vendita dell’ Immobile.

Gli ermellini, ricalcando quando indicato dall’articolo 63 delle disposizioni attuative del codice civile, hanno confermato che per quanto riguarda le spese condominiali deliberate prima del trasferimento dell’immobile, l’acquirente ha diritto di rivalersi nei confronti dell’alienante.

 

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LASTRICI SOLARI DI USO ESCLUSIVO

 

 

Art.1126 – Lastrici solari di uso esclusivo – Quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per un terzo nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri due terzi sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno.

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LA MANUTENZIONE E RICOSTRUZIONE DEI SOFFITI

Le spese relative alla manutenzione e ricostruzione dei soffitti volte e solai sono suddivise in parti uguali dai proprietari dei piani sovrapposti

Art.1125 – Manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai – Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti eguali dai proprietari dei due piani l’uno all’altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto. 

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IL RIPARTO DELLE SPESE CONDOMINIALI

I partecipanti alla comunione devono contribuire nelle spese condominiali necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza in misura proporzionale al valore della propria proprietà salvo diversa convenzione.

Se invece si tratta di beni destinati a servire i condomini in misura diversa, le spese sono invece ripartire in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.

Qualora i beni non siano suscettibili d’essere utilizzati solo da alcuni condomini, le spese condominiali saranno ripartite solo tra coloro che potranno trarne utilità

I criteri per il riparto delle spese condominiali sono dunque 3:

-Le quote millesimale di proprietà

– L’uso proporzionale che ciascun condomino può farei(ove si tratti di beni destinati a uso differenziato)

-L’utilità che ciascun condomino può trarne qualora si tratti di beni destinati al godimento funzionale di solo una parte dell’edificio.

I criteri previsti non possono essere derogati salvo diversa convenzione che può essere contenuta in un regolamento condominiale contrattuale o in una delibera unanime di tutti i condomini dell’edificio.Nessun condomino può quindi subire un pregiudizio nemmeno in virtù di una delibera assembleare che deroghi ai principi di legge in quanto la delibera sarebbe nulla(Cassazione 15.03.1995 n.3042)

 

Art.1123 – Ripartizione delle spese – Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione.  
Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne.  
Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità. 

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LA MANUTENZIONE E RICOSTRUZIONE DELLE SCALE

Per la manutenzione delle scale trovano applicazione i commi 1 e 2 dell’articolo 1123 del codice civile.

La regola di riparto delle spese condominiali per la manutenzione delle scale, è applicabile in via analogica anche per ciò che riguarda  la manutenzione dell’ascensore.

 

Art.1124 – Manutenzione e ricostruzione delle scale – Le scale sono mantenute e ricostruite dai proprietari dei diversi piani a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per l’altra metà in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo.  
Al fine del concorso nella metà della spesa, che è ripartita in ragione del valore, si considerano come piani le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici solari, qualora non siano di proprietà comune. 

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OPERE SULLE PARTI DELL’EDIFICIO DI PROPRIETA’ COMUNE

L’articolo 1122 del codice civile fissa un limite al godimento della proprietà privata, infatti la norma vieta di arrecare pregiudizio alle parti comuni dell’edificio.Il danno non va considerato solo nella sua materialità ma anche nella sua funzionalità, infatti non deve incidere sull’utilità dei beni comuni.(Cassazione 10.09.2004 n.18214)

 

Art.1122 – Opere sulle parti dell’edificio di proprietà comune Ciascun condomino, nel piano o porzione di piano di sua proprietà, non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni dell’edificio.

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