TETTO: COME SI RIPARTISCONO LE SPESE CONDOMINIALI

La prima vera domanda da porsi è chi è il legittimo proprietario del tetto presente in Condominio?

L’art. 1117 Cod. civ. menziona espressamente tra le parti comuni del Condominio il tetto.

Le parti comuni condominiali sono quelle parti di proprietà di tutti i condomini (salvo che non risulti il contrario dal titolo) che rappresentano beni o servizi essenziali e necessari per il Condominio o destinate in modo stabile e perenne all’uso di tutti i condomini.

Stante quanto sopra, la spesa per il tetto, quale bene comune (è una struttura che assolve la funzione di copertura dello stabile ed assicura il deflusso dell’acqua piovana), andrà ripartita fra tutti i condomini, in proporzione ai millesimi di proprietà.

Eccezione: un atto notarile può riservare la proprietà del tetto ad un solo proprietario (ad esempio il costruttore). In quest’ultimo caso, le spese di manutenzione del tetto saranno ripartite secondo il criterio stabilito dall’art. 1126 Cod. civ., vale a dire un terzo a carico del proprietario del tetto e gli altri due terzi a carico di tutti i condomini le cui unità immobiliari risultano coperte dal tetto stesso (sempre secondo il criterio dei millesimi di proprietà).

spese condominiali tetto
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Stesso discorso dicasi per il lastrico solare.

Infine, nel caso in cui siano presenti più tetti (ad esempio in un contesto di super condominio), le spese condominiali concernenti il tetto verranno ripartite in base ai millesimi fra i soli condomini che hanno la proprietà sottostante a quel specifico tetto.

 

RISCOSSIONE DELLE SPESE CONDOMINIALI

Per la riscossione dei contributi condominiali approvati dall’assemblea di condominio in base allo stato di ripartizione, l’Amministratore può, senza bisogno di specifica autorizzazione da parte della medesima assemblea, ottenere un Decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo ex art. 642 c.p.c.

Ai sensi dell’art. 63 disp. Att. Cod. civ., non occorre, quindi, una delibera ad hoc per riscuotere i contributi, potendo l’Amministratore agire autonomamente attraverso la procedura monitoria.

Il presupposto per ottenere un Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo è “lo stato di ripartizione approvato dall’assemblea”, debitamente sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

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Inoltre, dietro espressa richiesta dei creditori del Condominio non ancora soddisfatti nel loro diritto di credito, l’Amministratore è obbligato a comunicare i dati dei condomini morosi. Diversamente, in caso cioè di mancata comunicazione dei condomini morosi, i creditori potranno porre in essere un provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c.

È bene precisare come tali creditori non possano agire contro gli obbligati in regola, se non dopo l’escussione dei condomini morosi (c.d. beneficium excussionis).