Delega assemblea condominiale: come delegare e relative conseguenze

Ciascun condomino può delegare, obbligatoriamente per iscritto, un terzo soggetto a partecipare in sue veci all’ assemblea di condominio.
Il condomino delegante, in tal caso, sarà considerato presente a tutti gli effetti.
Salvo espressi divieti contenuti nel Regolamento condominiale chiunque (anche estraneo al Condominio) – ad eccezione dell’Amministratore di condominio – può rappresentare un condomino in assemblea. L’art. 67 delle disp. di att. del Codice civile statuisce che quando i condomini sono più di 20, il delegato non può rappresentare più di un quinto dei condomini e del valore proporzionale.

spese condominiali
delega assemblea

Il soggetto delegato non può a sua volta delegare altri a partecipare all’assemblea di condominio, a meno che non sia espressamente autorizzato da chi ha dato la delega; questo perché il rapporto tra delegante e delegato è fiduciario e personale.
Ci possono essere due tipi di delega: generica o precisa. Nel primo caso il delegante delega
semplicemente il delegato a rappresentarlo in assemblea, nel secondo caso, invece, il delegante indica minuziosamente la propria volonta/votazione per ogni punto dell’Ordine del giorno.[IMPUGNAZIONE DELIBERA ASSEMBLEA CONDOMINIALE]
E se il delegato non si attiene a quanto comunicatogli dal delegante la votazione è invalida? La risposta è NO.
In tal caso, il condomino delegante potrà lamentarsi per l'operato del delegato, anche citandolo in giudizio per aver votato in modo differente alle sue istruzioni, ma il rapporto si estingue tra i due soggetti e non coinvolge la validità delle decisioni prese in assemblea.

SPESE CONDOMINIALI [IMPUGNAZIONE ASSEMBLEA ]

Impugnazione Delibera assembleare: quando, come e perché?
L’art. 1137 Cod. civ. recita che “Le deliberazioni prese dall’assemblea … sono obbligatorie per tutti i condomini”.
A questo punto ci si chiede se sia possibile impugnare quanto deciso in sede di assemblea
concernente le spese condominiali e/o altro. La risposta è SI. Analizziamo, di seguito, in che termini.
QUANDO: i condomini presenti in assemblea dissenzienti o astenuti possono adire l’autorità giudiziaria nel termine perentorio di 30 (trenta) giorni che decorre dalla data della deliberazione (quindi dalla data in cui si è tenuta l’assemblea). I condomini assenti, invece, possono impugnare il verbale di assemblea entro 30 (trenta) giorni decorrenti dalla data di comunicazione della delibera assembleare (quindi dalla data di ricevimento del verbale di assemblea).
N.B. I condomini che hanno deciso di non partecipare personalmente in assemblea, ma di delegare terzi soggetti si considerano come presenti e pertanto potranno impugnare il verbale entro trenta giorni dalla data di deliberazione.

COME: il condominio che intenda procedere in giudizio per risolvere questioni concernenti i rapporti condominiali è obbligato ad esperire il procedimento di Mediazione. In caso di mancata conciliazione, si avranno ulteriori 30 (trenta) giorni (decorrenti dal verbale negativo di mediazione)
per procedere in giudizio, mediante idoneo Atto di citazione.
PERCHE’: il condomino decide di impugnare la deliberazione condominiale quando quest’ultima risulti contraria alla legge o al regolamento di condominio.
Quanto sopra esposto si applica nel caso di delibera annullabile. Discorso diverso, invece, per le delibere nulle (prive degli elementi essenziali; con oggetto impossibile o illecito, o che non rientrino nelle competenze dell’assemblea; che incidono sui diritti individuali sulle cose o servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini) le quali possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse senza i limiti temporali indicati nell’art. 1137 Cod. civ.

IMPUGNAZIONE DELIBERA ASSEMBLEARE
IMPUGNAZIONE DELIBERA ASSEMBLEA CONDOMINIO

ASCENSORE: ripartizione spese condominiali per la manutenzione

Come si ripartiscono le spese condominiali per la manutenzione dell’ascensore?

L’ascensore, e più in generale l’impianto di ascensore, riveste la qualità di parte comune nel condominio. Infatti, dopo la Legge n. 220/2012, l’ascensore è espressamente elencato nell’art. 1117 Cod. civ. concernente le “Parti comuni dell’edificio”.
La Corte di Cassazione ha più volte affermato il principio secondo il quale le spese condominiali,inerenti la manutenzione di un ascensore già esistente in un edificio condominiale, devono essere ripartite tra i condomini a cui tale impianto serve, ai sensi dell’art. 1124 Cod. civ.: per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari (millesimi di proprietà) e per metà in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo. Ai fini del calcolo sopra indicato, si considerano come piani anche le cantine, le soffitte, i lastrici solari…

come ripartire le spese condominiali ascensore
spese condominiali ascensore

In base a tale criterio si deduce che i proprietari degli appartamenti al piano terra pagheranno solo in ragione dei loro millesimi di proprietà, dato che l’altezza del loro piano è pari a zero.
Il Codice Civile prevede, quindi, una regolamentazione delle spese condominiali per l’ascensore più equa, in quanto viene preso in considerazione il diverso posizionamento dell’unità abitativa nello stabile.