BALCONI: chi paga e come si ripartiscono le relative spese?

Il balcone, chiamato anche poggiolo, è una sporgenza della facciata di un edificio, dotata di una ringhiera o di un parapetto.

I balconi sopra descritti, c.d. aggettanti, costituiscono un prolungamento della corrispondente unità immobiliare, motivo per cui appartengono in via esclusiva al proprietario di quest’ultima, con la naturale conseguenza che la spesa inerente la relativa manutenzione è a carico esclusivo del condomino che ne è proprietario.

Alla luce di quanto sopra esposto, si ricava che quando si debba intervenire sul balcone, la decisione non può essere assunta dal Condominio: è nulla, infatti, la deliberazione assembleare che decide ed incide sulle parti private del balcone.

Eccezione: è valida, invece, la deliberazione che dispone degli interventi sulle parti decorative del balcone che si armonizzano con il prospetto del fabbricato. Il tutto in virtù del c.d. decoro architettonico.

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Ne consegue che le spese condominiali per le parti “a vista” del balcone, che assolvono principalmente una funzione decorativa, devono essere ripartite tra tutti i condomini, in base ai millesimi di proprietà.

RISCOSSIONE DELLE SPESE CONDOMINIALI

Per la riscossione dei contributi condominiali approvati dall’assemblea di condominio in base allo stato di ripartizione, l’Amministratore può, senza bisogno di specifica autorizzazione da parte della medesima assemblea, ottenere un Decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo ex art. 642 c.p.c.

Ai sensi dell’art. 63 disp. Att. Cod. civ., non occorre, quindi, una delibera ad hoc per riscuotere i contributi, potendo l’Amministratore agire autonomamente attraverso la procedura monitoria.

Il presupposto per ottenere un Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo è “lo stato di ripartizione approvato dall’assemblea”, debitamente sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

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Inoltre, dietro espressa richiesta dei creditori del Condominio non ancora soddisfatti nel loro diritto di credito, l’Amministratore è obbligato a comunicare i dati dei condomini morosi. Diversamente, in caso cioè di mancata comunicazione dei condomini morosi, i creditori potranno porre in essere un provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c.

È bene precisare come tali creditori non possano agire contro gli obbligati in regola, se non dopo l’escussione dei condomini morosi (c.d. beneficium excussionis).